July 19 2025 - 19 Luglio 2025
This was the first entry of this journal. As you may imagine, things have been rocky since the very beginning, and for a long time before that.
Questa è stata la prima entry del diario. Come potete intuire, la situazione non fu florida nemmeno all'inizio, e in realtà era già così da tempo.
23:11
E’ da alcune settimane che intrattengo l'idea di essere morto. Non in senso fisico, naturalmente - anche se la quantità ingente di zuccheri processati che ingerisco ogni giorno sta lavorando alla cosa - ma in senso interiore: anni di costanti insicurezze e cocenti e incessanti delusioni da parte di me stesso mi hanno completamente prosciugato di ogni briciola di vita che io potessi mai avere. Non intrattengo più alcun interesse, desiderio compiuto, sogno, ambizione o opinione. Mi sento del tutto incapace di comprendere la realtà e di formulare un pensiero. Mi ritengo un guscio ormai vuoto, se non per rimasugli di rancore, frustrazione, rabbia, delusione e disillusione.
E’ da due ore che sono in camera, seduto a luci spente di fronte alla finestra spalancata. L'idea di farla finita a un paio di movimenti di distanza, con annesse le conseguenze irrevocabili. Essendo io una pussy, naturalmente non l'ho fatto. A questo punto non so se per effettiva speranza, se perché poi mi dispiacerebbe per i miei, se io non voglia che certe verità vengano a galla, o veramente per semplice paura. Propendo di più per l'ultima opzione però.
In questo momento cruciale della vita di una persona - quel momento in cui, tra ambizioni irrefrenabili e incertezze schiaccianti, un giovane dovrebbe essere mosso da un fuoco interiore alimentato dai propri sogni e dall'idea di toccare con mano quegli obiettivi – io mi ritrovo ai minimi termini, a sfiorare la non vita e ad abbandonarmi all'oblio. Semplicemente ho troppi handicap per vivere come una persona normale, e non accetto l'idea di vivere come una persona disabile mentalmente in un mondo nel quale tale condizione è non solo umiliante ma anche invalidante.
Il fatto che io stia scrivendo tutte queste affermazioni in maniera così scollegata e senza alcun tipo di motivazione/causa/spiegazione un po' più accurata del perché io provi questi sentimenti è un ulteriore sintomo del fatto che io non ci stia capendo più un cazzo. Sono solo un turbine di frammenti, senza capo né coda, che vorticano e si scontrano, ma che mai trovano la loro forma, mentre dall'esterno venti giungono per invertire e calmare questo moto, ignorandone la natura senza molti riguardi e ritenendosi capaci di sovvertirla e sistemarla. A quanto pare io non sono un semplice bambinone senza autocoscienza che va guidato, ma un cazzo di dumpster fire poco ambulante sul quale viene gettata sempre più benzina, sia da me stesso, dai miei fallimenti, che dai pochi tentativi degli altri di fare qualcosa.